Chiesa di San Bernardino
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Chiesa di San Bernardino

📍IvreaPiemonte

<p>La chiesa quattrocentesca di <strong>San Bernardino in Ivrea,</strong> situata nell&#39;area decentrata eporediese che ospita gli edifici industriali della Olivetti in via Jervis, 380, rappresenta un&rsquo;attrattiva di notevolissimo interesse artistico, in virt&ugrave; del grande tramezzo interno affrescato con le Storie della vita e passione di Cristo da Giovanni Martino Spanzotti tra il 1485 ed il 1490 ca<br /> .<strong>Giovanni Martino Spanzotti </strong>(Casale Monferrato, 1455 circa &ndash; Chivasso, ante 1528) &egrave; stato un pittore italiano, tra i principali interpreti del rinnovamento in senso rinascimentale della pittura in Piemonte.<br /> La chiesa, nella sua prima struttura, fu edificata tra il settembre del 1455 ed il gennaio del 1457 assieme al convento destinato all&rsquo;ordine francescano dei frati minori osservanti. La grande devozione popolare nei confronti della figura di san Bernardino (che si suppone transitato ad Ivrea nel 1418) aveva convinto le autorit&agrave; religiose ad appoggiare il progetto di costruzione del convento, che fu inaugurato con grande fasto alla presenza del vescovo di Ivrea, Giovanni Parella di San Martino, e del vicario francescano della provincia di Milano.<br /> Le fortune del monastero andarono decadendo gi&agrave; verso la fine del XVI secolo, anche a causa della rivalit&agrave; con la confraternita, pur essa francescana, dei frati minori riformati, che subentr&ograve; nella gestione del convento a partire dal 1612, senza tuttavia arrestarne il declino. Nel Settecento la chiesa ed il convento subirono un ulteriore degrado a causa delle successive occupazioni militari, sino alla conquista napoleonica ed alla abolizione delle propriet&agrave; ecclesiastiche. La chiesa, ormai sconsacrata, venne utilizzata per anni come deposito agricolo.<br /> Camillo Olivetti acquist&ograve; il complesso (posto nelle immediate vicinanze della sua fabbrica di macchine per scrivere) nel 1910 ed avvi&ograve; un suo primo recupero, trasformandolo in sua abitazione. Egli fece anche rimuovere il soppalco costruito a ridosso della parete spanzottiana.</p><p>Fu poi<strong> Adriano Olivetti</strong> che realizz&ograve;, tra il 1955 ed il 1958, un pi&ugrave; importante progetto di riqualificazione dell&rsquo;area, destinandola a sede dei servizi sociali ed delle attivit&agrave; dopolavoristiche per i dipendenti aziendali.</p><p>Gli affreschi di Spanzotti, restaurati nello stesso periodo, trovarono la loro giusta celebrazione critica in un saggio di Giovanni Testori, che operava in quel tempo ad Ivrea presso i servizi culturali della Olivetti.</p><p>&Egrave; merito dell&#39;azienda di Ivrea aver garantito la successiva manutenzione del complesso, pur con alcuni improvvidi interventi di utilizzo industriale dell&#39;area attigua alla chiesa. (da Wikipedia )</p>

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Indirizzo

DOVE: Ivrea - Via

Ivrea (TO)