Castello di Parella
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Castello di Parella

📍ParellaPiemonte

<p>Parella ospita un <strong>castello </strong>del XIII secolo<br /> con rimaneggiamenti del XVII secolo, adibito a polo museale privato. Gi&agrave; appartenente al casato dei San Martino e poi dei conti di Ivrea, fu edificato sui resti di una struttura dell&#39;alto medioevo.<br /> Strutturato su tre livelli, ha altrettanti cortili interni prospicienti vari edifici e attorniati da un parco; al secolo successivo risale la torre di forma tonda ornata con fregi in cotto. Gli interni sono decorati con preziosi affreschi e finte architetture. La Sala di Giove ha una sontuosa volta a carena di nave e affreschi di tema storico-mitologico e contiene una galleria di uomini illustri dell&#39;epoca medioevale. La quadreria ha invece la volta decorata con sei scene allegoriche che rievocano vari temi: amore, giustizia, fede, forza, virt&ugrave; e valore.<br /> <br /> La versione pi&ugrave; popolare narra che i Conti San Martino di Parella discendano da Arduino, primo re d&rsquo;Italia.</p><p>Infatti dopo Arduino comparvero sulla scena i conti del Canavese, titolo che deriva probabilmente da una &ldquo;curtis Canava&rdquo; di origine romana esistente nel territorio che oggi comprende Valperga, Salassa e Cuorgn&egrave;; questo titolo poi spar&igrave; dinnanzi alle denominazioni pi&ugrave; specifiche di conti di Castellamonte, di Masino, di San Martino e di Valperga.</p><p>Esistono diversi alberi genealogici dei conti San Martino, e tutti passano per Dadone (per alcuni conte di Pombia e per altri conte di Torino), che ebbe due figli: Arduino e Guiberto, per cui qualche storico considera Guiberto capostipite dei conti del Canavese anzich&egrave; il pi&ugrave; famoso Arduino.</p><p>Quasi tutte le genealogie partono, velleitariamente, da Carlo Magno; ma esiste anche una versione, minoritaria, che pone come capostipite dei San Martino Desiderio, ultimo re dei Longobardi, sconfitto e detronizzato proprio da Carlo Magno.<br /> Con la morte di Alessio III, nel 1801, il castello pass&ograve; in usufrutto agli eredi e via via in seguito, a numerosi proprietari, nobili e borghesi, alle suore francesi di clausura &laquo;della Visitazione&raquo;, ai Padri Bianchi Missionari d&rsquo;Africa, che vi stabilirono il loro seminario. Nel 1962 la propriet&agrave; pass&ograve; a Gian Luigi Dotto e negli anni a cavallo del 2000 il castello fu venduto ad una societ&agrave; che a seguito del suo fallimento lo ha lasciato in stato di totale abbandono fino ad oggi.</p><p>Il <strong>restauro</strong> del castello di Parella, acquisito da Manital nel giugno 2011, &egrave; parte fondamentale di un progetto imprenditoriale che ha radici profonde nella forte volont&agrave; di valorizzare, arricchire e far conoscere un territorio, ricco di tradizioni e di bellezze naturali.</p><p>In questo contesto il castello di Parella si pone come il perno fondamentale su cui impostare un progetto di riqualificazione pi&ugrave; ampio, non solo dell&rsquo;edificio stesso con il suo parco e la sua vigna storica, ma anche dell&rsquo;area adiacente il castello sui cui sorgeva lo storico Vivaio impiantato negli anni &lsquo;50 da Adriano Olivetti, che gi&agrave; allora aveva intuito l&rsquo;importanza di una offerta di lavoro varia e differenziata sul territorio.<br /> Dal punto di vista turistico, il Castello di Parella ed il parco agricolo, si pongono l&rsquo;obiettivo di divenire il punto di partenza per far scoprire le bellezze di un territorio poco conosciuto ai pi&ugrave;, luogo ideale in cui far conoscere ai bambini l&rsquo;importanza della propria &laquo;terra&raquo; e in cui la persona potr&agrave; vivere l&rsquo;armonia tra storia e natura.<br /> www.castellodiparella.it</p><p>&nbsp;</p>

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Indirizzo

Via Carandini, 40 - 10010

Parella (TO)